Un vino forteguerriano DOC

Bottiglie di Paglioso sul tavolo di Sala Gatteschi

 

Un'inedita valorizzazione delle raccolte forteguerriane è quella realizzata in collaborazione con l'enoteca Mondo divino di Montale, una ditta interessata a commercializzare i propri vini promuovendo al contempo il territorio in cui hanno origine. Il tramite di questa collaborazione è stata una collezione di cartoline di inizio Novecento molto nota agli abitué della Forteguerriana, la raccolta di cartoline di Guido Macciò che costituisce un prezioso documento di "Pistoia com'era". Il contratto fra la Mondo divino ed il Comune di Pistoia-Biblioteca Forteguerriana ha dunque previsto l'autorizzazione a riprodurre e ad usare come etichette dei vini alcune cartoline che illustrano le bellezze artistiche e gli edifici di rilievo di Pistoia e Montale "in versione vintage" in cambio di un contributo economico.
Una curiosità: la ditta Mondo divino ha scelto per questo vino il nome di Paglioso per una storia legata all'oratorio di Via de' Rossi ed alla congrega - dei Pagliosi appunto - che vi si riuniva: sulla via de' Rossi si trova l'Oratorio dei Ss. Giusto e Lucia, oggi ristrutturato a casa privata. Sull'architrave del portale d'ingresso è ancora visibile lo stemma dei Vergiolesi che a metà del Duecento ne avevano il patronato. Nell'oratorio che a quel tempo era intitolato a santa Luciina, si riuniva la Congrega dei Pagliosi che secondo il Fioravanti era così chiamata dal fiasco di vino, il paglioso, che ciascun componente portava e dal quale si beveva prima delle riunioni. Da loro si ipotizza derivi il nome del vicolo del Fiasco con cui l'oratorio confina.

 "Grande è la fortuna di colui che possiede una buona bottiglia, un buon libro, un buon amico" (Molière)