Restauro e conservazione

Gli spiriti del palazzo di Andrea Lippi

Restauri novecenteschi

Nel corso del 2015, grazie alle risorse della Rete documentaria della provincia di Pistoia, la Forteguerriana reastaura nuovo materiale bisognoso di un intervento urgente. Si tratta di volumi novecenteschi, in alcuni casi preziose prime edizioni, in altri opere di storia pistoiese, in altri ancora appartenenti a fondi che occupano un posto particolare nella variegata ricchezza che connota il patrimonio della biblioteca.

 Edizioni rare del Novecento

Nel corso del 2013 è stato condotto a termine il restauro conservativo di oltre cinquanta volumi. Le edizioni, pur relativamente recenti, hanno un valore bibliografico non indifferente a ragione del fatto che si tratta di prime edizioni di classici della letteratura, soprattutto latina ed italiana, oppure di repertori di documenti relativi alla storia d’Italia di non facile reperibilità. Parte di questi repertori provengono dal Fondo di Ferdinando Martini (1841-1928), importante libreria che è conservata in Forteguerriana dal 1929.
Le altre edizioni provengono in buona parte dal nucleo librario, suddiviso per materie, che Quinto Santoli, (1875-1959) primo direttore della Biblioteca Forteguerriana del dopoguerra, destinò al prestito pubblico. Il lungo uso e la frequenza dei prestiti hanno fatto sì che molte di queste edizioni fossero danneggiate. A partire dall’ultimo ventennio le opere più rare della raccolta sono state escluse dal prestito, ma ormai il degrado era avanzato.

Epistolario di Giuseppe Giusti

Un importante restauro portato a termine alla fine del 2013 e realizzato grazie all’interessamento degli Amici della Forteguerriana ed al contributo finanziario della Fondazione Banche di Pistoia e Vignole-Montagna Pistoiese, è stato quello de "L’Epistolario" di Giuseppe Giusti, raccolto, ordinato ed annotato da Ferdinando Martini. Martini lavorò all’edizione fino alla sua morte (avvenuta nel 1928), “con così grande amore, al poeta suo conterraneo”, si legge nella prefazione per cui “tanto lavoro paziente e geniale, degno coronamento degli studi che il Martini aveva consacrato durante il corso di tutta la sua vita, non poteva né doveva andar perduto”.
L’Epistolario fu edito per la prima volta da Felice Le Monnier nel 1904 e fu poi ripubblicato con l’aggiunta di sessantanove lettere e di altre appendici nel 1932, in 4 volumi. E’ quest’ultima edizione, con l’aggiunta del quinto volume, per la cura dell’allora direttore della Biblioteca Quinto Santoli, che è stata "adottata", come dicono gli Amici della Forteguerriana, e torna a rivivere, oggi, per la gioia degli studiosi.

Album di disegni dell’artista Andrea Lippi

L’album dell’artista pistoiese Andrea Lippi (1888-1916) che si conserva in Biblioteca Forteguerriana è composto da oltre venti disegni realizzati con svariate tecniche artistiche e su carte di varie tipologie e misure.
Le opere avevano subito diversi tipi di degrado, molto frequenti erano gli strappi e le lacune nonché le deformazioni e pieghe. Inoltre, considerando che l’album così come era costituito, faceva parte della storia della raccolta, l’intervento di restauro ha permesso di conservare sia le opere sia questo montaggio ormai storico.
Le opere restaurate sono state esposte in occasione della Mostra “Andrea Lippi. Disegni” allestita nelle Sale affrescate del Palazzo comunale di Pistoia dal 18 marzo al 6 maggio 2012.

Diario di Giovan Cosimo Rossi Melocchi

Grazie al finanziamento della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, nel 2010 è stato restaurato il Libro sesto del Diario di Giovan Cosimo Rossi Melocchi, memorialista pistoiese (1684-1734) che abbraccia il periodo dal 5 giugno 1733 al 18 luglio 1734, anno della morte dell’estensore. Il diario costituisce l’esemplare unico che completa una complessa testimonianza di memorie pistoiesi del Rossi Melocchi, conservate in originale o in copia, in parte nella Biblioteca Nazionale di Firenze (Fondo Rossi-Cassigoli), in parte nella Biblioteca Forteguerriana (Raccolta Alberto Chiappelli).

Ottateuco Martini

Si tratta di un antichissimo codice in pergamena, risalente al XV secolo, appartenuto a Ferdinando Martini (1841-1928), la cui ricchissima libreria fu donata alla Biblioteca Forteguerriana nel 1929.
Il codice fa parte di un nucleo importante di manoscritti etiopici (in Italia ne esistono di altrettanta importanza presso la Biblioteca dell’Accademia dei Lincei di Roma, la Biblioteca Apostolica Vaticana, la Biblioteca Ambrosiana di Milano, la Biblioteca Laurenziana di Firenze).
Ferdinando Martini raccolse questi manoscritti nel periodo in cui fu governatore della Colonia Eritrea dal 1897 al 1908 e nel caso dell’Ottateuco si dice che lo abbia ricevuto direttamente in dono dal Negus.
Il manoscritto, che contiene gli otto libri dell’Antico Testamento, è illustrato da una grande miniatura iniziale e da altri motivi decorativi policromi.
Nell’anno 2007 il codice è stato restaurato grazie al progetto “Salviamo un codice” finanziato dal Gruppo Ceoldo di Padova.