Martini Ferdinando

F. Martini e fotografia del suo studio, poi fedelmente ricostruito al piano terra della Forteguerria

 

Martini nacque a Firenze il 30 luglio 1841. Nel 1862, la morte del padre palesò il dissesto del patrimonio familiare: venduti tra gli altri beni i poderi di Monsummano, la proprietà  si ridusse al palazzo di Firenze e alla Villa Renatico-Martini, e il Martini, «non sapendo far altro », si dette alle lettere per guadagnarsi da vivere. Nel 1866, sposata Giacinta Marescotti, figlia del conte Augusto, si dette all'insegnamento, dedicandosi nel contempo alla scrittura di racconti. Insegnò dapprima in un istituto superiore di Vercelli, poi alla Scuola normale superiore di Pisa.
Collaborava a quel tempo con gli pseudonimi Fox e Fantasio al "Fanfulla", quotidiano nato nel 1870 a Firenze e trasferito nell'ottobre dell'anno seguente a Roma. Gli scritti di questo periodo, insieme con i precedenti racconti di viaggio, sono riuniti in varie raccolte: "Tra un sigaro e l'altro. Chiacchiere di Fantasio", "A zonzo", "Racconti", "Di palo in frasca", "Simpatie. Studi e ricordi", "Pagine raccolte". Nel luglio 1879 fondò un supplemento letterario, Il "Fanfulla della domenica", assicurandosi le migliori firme del tempo, da Carducci a Verga a Capuana, Giacosa, De Marchi, Matilde Serao, con molti dei quali mantenne strette relazioni. Il 7 luglio 1881 diede anche vita al "Giornale per i bambini", in cui, dal primo numero fino al 25 genn. 1883, apparve a puntate "La storia di un burattino" (ossia il Pinocchio) di Collodi.
Più volte eletto deputato, nel 1892-93 fu poi chiamato a ricoprire la carica di ministro della Pubblica Istruzione nel primo governo Giolitti. Fu governatore dell'Eritrea dal 1897 al 1907. La prima guerra mondiale gli fece trovare un'enfasi patriottica fino ad allora sconosciuta. Si fece subito sostenitore dell'intervento a fianco dell'amata Francia e contro l'odiatissimo Impero asburgico. I suoi ultimi anni furono connotati dall'adesione acritica verso il fascismo. Nel 1925 aderì al «Manifesto degli intellettuali del fascismo » steso da Gentile e il 29 luglio 1927 fu nominato ministro di Stato.
Morì a Monsummano il 24 apr. 1928.

La libreria e l'archivio di Ferdinando Martini (1841-1928) erano custoditi in tre stanze della villa di Renatico a Monsummano Terme. Martini aveva ordinato personalmente la sua biblioteca, redigendo di sua mano due serie di schede catalografiche: una alfabetica per gli autori delle monografie ed una a soggetti per le miscellanee; inoltre egli redasse un inventario topografico, un inventario ed un catalogo a schede della "Collezione teatrale" che, ricca di 3250 volumi e di 3500 opuscoli, include quasi tutta la produzione teatrale italiana e francese, in edizioni rare, a partire dal XVI secolo. Nel testamento la libreria veniva lasciata ai figli Teresa e Alessandro, ma dopo una non facile trattativa diretta in prima persona dal prefetto della neonata Provincia di Pistoia (1927) tutta la suppellettile libraria veniva acquistata per la Forteguerriana dalla Cassa di risparmio di Pistoia.
La libreria fu formata per disporre, nei due campi in cui si svolse l'attività  di Ferdinando Martini, la pubblicistica e la vita politica, di "un agile strumento di lavoro"; essa si divide in tre grandi partizioni: storia, letteratura, arte. Di una propensione per il collezionismo si può invece parlare per quanto riguarda la "Collezione teatrale".
Secondo l'inventario topografico redatto dal Martini, il numero dei volumi è di 14.637; secondo la relazione di Luigi De Gregori sulla biblioteca Martini del 1928, il numero delle miscellanee è di circa 12.000 unità . Le cinquecentine sono 189, di cui 125 della "Collezione teatrale"; i periodici sono circa 90.

Per approfondire:
"L'Eritrea in mostra: Ferdinando Martini e le esposizioni coloniali, 1903-1906" di Massimo Zaccaria, Roma, Istituto italiano per l'Africa e l'Oriente, 2002
"Bisanzio e il regno d'Aksum. Sul manoscritto Martini etiop. 5 della Biblioteca Forteguerriana di Pistoia" di Gianfranco Fiaccadori, in Bollettino del Museo Bodoniano di Parma, 7, 1993
"Viaggi popoli e paesi nella libreria di Ferdinando Martini" catalogo a cura di Rossella Dini e Franco Savi, Milano, Editrice Bibliografica - Giunta regionale toscana, 1993
"Ferdinando Martini: immagini fotografiche e immagini coloniali" di Alessandro Triulzi, in Farestoria, n. 17 (1991)
"Tra studi e bibliofilia: la biblioteca di Ferdinando Martini dalla villa di Renatico alla Forteguerriana" di Franco Savi, in Farestoria, a. 10, n. 17 (1991)
"La raccolta teatrale Martini nella Biblioteca comunale Forteguerriana" di Stefania Lucarelli, in Farestoria, a. 10, n. 17 (1991)
"Le dimissioni di Ferdinando Martini da governatore dell'Eritrea" di Renato Risaliti, in Bullettino storico pistoiese, n. 8 (1973)
"La biblioteca di Ferdinando Martini" di Quinto Santoli, in "A Ferdinando Martini nel centenario della nascita", Monsummano Terme, Il Ferruccio, 1941
"La passione affricana di Ferdinando Martini" di Luigi Pescetti, in Bullettino storico pistoiese, n. 3-4 (1941)
"Ferdinando Martini" di Giuseppe Lesca, in Bullettino storico pistoiese, n. 3-4 (1941)
"Un grande africanista: Ferdinando Martini" di Riccardo Astuto, in Bullettino storico pistoiese, n. 3-4 (1941)
"Bibliografia etiopica. In continuazione alla Bibliografia etiopica di G. Fumagalli. Secondo contributo. Manoscritti etiopici" di Silvio Zanutto, Roma, Ministero delle colonie, 1932
"La giovinezza di Ferdinando Martini" di Ugo Ojetti, estr. da: "Scrittori che si confessano", Milano, Fratelli Treves, 1926

Vedi anche
Fondo manoscritto Martini Ferdinando

 

da Maurice Sande, Masques et buffons (Comédie italienne), Paris, 1862Edmond Jules Goncourt, L'Italie d'hier, Paris, 1894