Marradi Giovanni

Due immagini di Giovanni Marradi

 

Letterato e poeta risorgimentale (1852-1922), Giovanni Marradi fu scolaro di G. Chiarini nel liceo di Livorno. Studiò a Pisa e Firenze e fu insegnante, oltre che critico letterario con lo pseudonimo di «Goliardus Labronicus» (abbreviato poi in «Labronio»). Si appassionò inizialmente alla drammaturgia di Alfieri, Metastasio e Shakespeare; alla poesia arrivò più tardi, leggendo i classici, da Petrarca a Leopardi. Lo zio paterno, Michele Marradi, che gli trasmise la passione per la composizione in versi, nel 1869 lo invitò a trasferirsi presso di lui a Pistoia, dove si recava in vacanza fin da bambino. Nel 1877 fondò la rivista I Nuovi Goliardi (periodico di ispirazione carducciana), insieme con S. Ferrari, G. Biagi, L. Gentile, A. Straccali e U. Brilli. Nel 1879 pubblicò – sotto lo pseudonimo di Labronio – la raccolta "Canzoni moderne" (edita a Bologna per i tipi di Zanichelli), cui seguì "Fantasie marine" (Pistoia 1881), entrambe riunite in "Canzoni e fantasie" (Roma 1883). Nel 1884 sposò a Livorno Quintilia Foraboschi, la Lilia delle sue poesie, affettuosa compagna di tutta la vita. Dal 1886 al 1893 insegnò in diverse sedi scolastiche: Chieti, Spoleto, Modena (dove fu direttore della Rivista emiliana) e Siena, città in cui scrisse l’Epistola senese indirizzata a Pascoli. Nel 1893 concluse la carriera di insegnante e iniziò quella di provveditore agli studi, che svolse dapprima a Pesaro, poi a Massa (1894-99) e Pisa, per finire nella sua città natale (1902). In occasione del centenario della nascita di Garibaldi, raccolse in volume le "Rapsodie garibaldine" insieme con il poemetto "Tito Speri" (Firenze 1907). Le sue raccolte poetiche ebbero numerose ristampe. Oltre a quelle citate, si segnalano le seguenti opere: "Alcuni versi", Livorno 1870; "Ricordi lirici", Roma 1884 (poi, in ed. largamente rivista, Milano 1893, con proemio di E. Panzacchi); "Poesie", Torino 1887; "Nuovi canti", Milano 1891; "Ballate moderne", Roma 1895; "Poesie, nuovamente raccolte e ordinate", Firenze 1902; e, infine, Poesie (ibid. 1923), ed. postuma che riunisce quasi tutta la sua produzione poetica.


Il fondo è composto da una raccolta di poesie, scritti d'occasione e lettere di Giovanni Marradi, oltre a lettere a lui indirizzate, a una miscellanea di edizioni a stampa e a ritagli di giornale. La raccolta è stata donata alla Biblioteca Forteguerriana dallo scrittore e storico dell’arte Peleo Bacci (nato a S. Marcello Pistoiese nel 1869, attivo patriota della fine del secolo, noto tra l’altro per aver curato il restauro dell’abbazia di San Galgano e la ricostruzione del pergamo di Giovanni Pisano a Pisa ), autore di scritti, saggi e note di storiografia artistica, fin dalle prime ricerche di fonti e documenti negli archivi e depositi di Pistoia (Cinque documenti pistoiesi per la storia dell'arte senese del XIII-XIV e XV sec., raccolti ed annotati da P. B., Pistoia 1903).

Per approfondire:
Inventario dattiloscritto a cura di Maria Grazia Guazzini e Maria Solleciti, 1968-1969
"Come nacquero le Rapsodie garibaldine: nel centenario della nascita di Giovanni Marradi" di Bruno Bruni, in: Bullettino storico pistoiese, n.3-4 (1952)
"Giovanni Marradi" di Lorenzo Fontana, Milano, Società editrice Dante Alighieri, 1941
"Giovanni Marradi: l'uomo e il poeta" di Giuseppe Checchia, Roma, Nuova Antologia, 1923
"Rapsodie garibaldine" di Giovanni Marradi, 2. ed., Firenze, Barbera, 1907
"Fantasie marine" di Giovanni Marradi, Pistoia, Cino degli Eredi Bracali, 1881
"Canzoni moderne" di Giovanni Marradi, Bologna, Nicola Zanichelli, 1879
"Giovanni Marradi : tesi di laurea" di Paola Valentini, Istituto Universitario Pareggiato San Benedetto, Cassino, Facoltà di Magistero,  relatore Antonio Piromalli

 

"Notturno a due voci""Poesia alla riscossa""Canti lirici"