Leonardo Sciascia e Sigfrido Bartolini: l'incontro

Sigfrido Bartolini

 

Giovedì 4 febbraio 2016, ore 17.00 – Biblioteca Forteguerriana
Intervengono Giovanni Capecchi, Francesco Izzo e Claudio Rosati

L'incontro fra due intellettuali anticonformisti del Novecento italiano, Leonardo Sciascia e Sigfrido Bartolini, è raccontato attraverso la presentazione di due importanti documenti pubblicati dall’associazione Amici di Leonardo Sciascia. L'ultimo numero della rivista “Todomodo”, che contiene la riproduzione dei passi del diario di Bartolini dedicati a Sciascia e un contributo dello storico Franco Cardini che indaga il rapporto fra i due uomini, che condividevano comuni "coincidenze siciliane" fatte di amori e passioni artistiche e letterarie. Inoltre "Luna d'inverno", la cartella recentemente apparsa nella collana "Omaggio a Sciascia", contenente l'ultima acquaforte inedita di Sigfrido Bartolini accompagnata anche questa da alcune delle pagine dedicate allo scrittore siciliano ritrovate nel diario dell'artista pistoiese.

Nato a Racalmuto in provincia di Agrigento nel 1921, Leonardo Sciascia si distingue nel panorama della narrativa del Novecento per la fedeltà, nella tematica delle sue opere, alla terra di origine: la Sicilia, con la sua storia e con i suoi problemi. Ha pubblicato Le parrocchie di Regalpietra nel 1956, i racconti de Gli zii di Sicilia nel 1958, Il giorno della civetta nel 1961, Il consiglio d’Egitto nel 1963, A ciascuno il suo nel 1966. Notevoli anche i suoi scritti su Pirandello e sulla cultura siciliana raccolti in Pirandello e la Sicilia (1961) e ne La corda pazza (1970). Negli anni Settanta Sciascia si è particolarmente imposto all’attenzione sia per il vivace dibattito che le sue ultime opere – Il contesto (1971), Todo modo (1975) – hanno suscitato, sia per le sue analisi del (mal) costume della società italiana sottese da una tensione di moralista deluso, sia per i suoi interventi sulla cronaca politica (L’affaire Moro del 1978, fra l’altro) che – al di là delle scelte contingenti (prima “scomodo” compagno di strada del comunisti, poi dei radicali) – si sono distinti sempre per lucidità intellettuale e anticonformismo. Negli anni Ottanta – anni a cui risale il suo mandato parlamentare nelle file del Partito radicale – Sciascia non scrive romanzi ma solo libri-intervista, raccolte di saggi, divagazioni memoriali o bibliofile. Sempre in questi anni nella riflessione dello scrittore siciliano diventa centrale il tema della giustizia, e nel 1987 esce Porte aperte, un affascinante libro contro la pena di morte, ispirato alla vicenda del magistrato racalmutese Salvatore Petrone. Nel novembre del 1989 Sciascia muore, dopo aver pubblicato, nei mesi precedenti, una serie di libri: Una storia semplice, uno smilzo racconto poliziesco, morale e politico insieme, Alfabeto pirandelliano, delizioso libretto dedicato all’autore per lui più importante, la raccolta di saggi Fatti diversi di storia letteraria e civile, A futura memoria (se la memoria ha un futuro), che raccoglie i suoi principali interventi di polemica politica e civile degli anni Ottanta, compresi quelli su mafia e antimafia.

Sigfrido Bartolini nasce a Pistoia nel 1932 da una modesta famiglia di operai. Si iscrive alla scuola d’arte della propria città ma per ragioni economiche deve cominciare a lavorare e riuscirà a diplomarsi all’istituto d’arte di Firenze, come privatista, solo nel 1955.Artista dalla personalità complessa, Bartolini è stato incisore, pittore e scrittore. La sua arte, che si è esplicata nella realizzazione di xilografie, incisioni all’acquaforte, acquarelli, pitture a olio, ma anche nella composizione di saggi di varia natura, ha mantenuto una coerenza assoluta, utilizzando un linguaggio fatto di conoscenze importanti, quali la pittura di Soffici, Carrà, Sironi, Rosai e Cezanne, senza rinunciare a un linguaggio popolare, ironico, sottilmente polemico, fatto di toscanismi, anzi di “pistoiesismi” dovuti al contatto di quegli artisti che gli furono amici e compagni di strada quali, per citarne alcuni, Bugiani, Agostini, Cappellini, Mariotti, Stelio Rossi, Valerio Gelli.Bartolini muore a Firenze nel 2007. Dopo la sua scomparsa la moglie Pina Licatese e i figli Simonetta e Alessio si sono dedicati a farne conoscere e valorizzare l’opera e la figura, facendo della sua abitazione in Via di Bigiano una Casa-museo, aperta al pubblico dal 2011 e inserita nel circuito delle Case della memoria.