Ganucci Cancellieri Arturo

Ritratto di Arturo Ganucci Cancellieri di Giuseppe Magni e il Comune di Pistoia

 

Arturo Ganucci Cancellieri nacque a Pistoia il 14 settembre1867. Compì gli studi superiori a Firenze dove si diplomò in Scienze sociali e in seguito frequentò l'Università a Roma, laureandosi in Giurisprudenza. Esercitò per qualche anno l'avvocatura ma fu presto attratto dalla politica e nel 1895 entrò a far parte del partito liberale pistoiese di cui divenne uno degli esponenti più in vista. Fu eletto sindaco di Pistoia a soli trent'anni, nel 1897, e rimase in carica per 11 anni. Nel 1923 si adoperò personalmente per la riapertura della biblioteca Forteguerriana, chiusa al pubblico dal 1921, riuscendo a ottenere i finanziamenti per acquistare raccolte di libri e manoscritti che ne arricchirono il patrimonio. Aderì nel 1921 al nascente partito fascista e nel 1930 fu nominato podestà di Pistoia, carica che mantenne per quattro anni. Durante questo periodo promosse notevoli opere di pubblica utilità per la città, in particolare sotto il profilo urbanistico. Si occupò attivamente dei problemi agricoli di Pistoia, soprattutto in qualità di membro del Consiglio amministrativo della Cassa di risparmio locale, al cui sviluppo contribuì notevolmente. Tra i soci fondatori della Società pistoiese di storia patria, fece parte anche del consiglio direttivo. Morì a Pistoia il 1 novembre 1936.

Il fondo comprende poesie e scritti d'occasione, d'interesse non solo pistoiese, nonché lettere di corrispondenti di rilievo nella politica e nella cultura del XIX secolo (tra cui: Trilussa [Er discorso de la corona], Giosuè Carducci, Massimo D’Azzeglio, Enrico Bindi, Pietro Fanfani, Raffaello Fornaciari, Renato Fucini, Angelo Gamberai, Giuseppe Giusti, Demostene Macciò, Policarpo Petrocchi, Giuseppe Tigri, Atto Vannucci), costituiscono questa piccola raccolta donata alla Biblioteca Forteguerriana dal dott. Arturo Ganucci Cancellieri nel 1937. Scrive Quinto Santoli alla voce “Cancellieri” dell’Enciclopedia Treccani: «I secoli dal XV al XVIII furono per i Cancellieri, come per Pistoia, secoli di decadenza. Da ricordarsi un mons. Felice, che nel primo Seicento ebbe in eredità dalla famiglia Pagani l'insigne palazzo (ora Ganucci-Cancellieri) di via Curtatone e Montanara, disegnato dall'architetto Iacopo Lafri. I Cancellieri si spensero col cav. Girolamo, morto in Pistoia il 27 luglio 1795. Fu erede del cognome, dello stemma e del patrimonio dei C. il cav. Luigi Ganucci, patrizio fiorentino. Arturo Ganucci Cancellieri (1867-1936) resse onorevolmente il Comune di Pistoia per molti anni».

Per approfondire:
Inventario dattiloscritto a cura di Piera Iacomelli e Maria Solleciti, 1970
"Arturo Ganucci-Cancellieri: 1867-1936" di Quinto Santoli, estr. da: Bullettino storico pistoiese, a. 38, fasc. 3/4 (1937)
"In memoria di Arturo Ganucci-Cancellieri: 1867-1936", Pistoia, Stabilimento grafico Niccolai, 1937

 

 

Scritto autografo di Giuseppe Giusti Er discorso de la corona di TrilussaScritto autografo di Massimno D'Azeglio