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Mostra a cura di Matilde Bartoletti, tirocinante dell’Università di Bologna

 

Prima di ottenere, alla fine del 1860, la cattedra di Letteratura Italiana all’Università di Bologna, Giosue Carducci insegnò per qualche mese al Liceo Forteguerri di Pistoia. Dapprima gli fu assegnata la cattedra di greco e successivamente, dal marzo 1860, l’italiano e il latino. Il Liceo aveva sede nel Palazzo della Sapienza, l’attuale Biblioteca Forteguerriana, che ricorda il poeta con una epigrafe celebrativa posta sulla facciata principale dell’edificio.

Carducci si trasferì a Pistoia prima da solo e successivamente con la moglie, Elvira Menicucci e la figlia appena nata, Beatrice. La casa abitata da Carducci a Pistoia si trovava in Via dell’Amore 23 (adesso Via Giosuè Carducci) e oggi reca una epigrafe che ricorda il soggiorno del poeta nella città.

Nel suo soggiorno pistoiese, Carducci conobbe vari colleghi e intellettuali della città, con cui strinse forti amicizie. Tra questi ricordiamo Giuseppe Tigri, direttore della Biblioteca Forteguerriana, Giovanni Procacci, insegnante di lettere e filosofia, Raffaello Fornaciari, insegnante di greco e Francesco Franchini, preside del Liceo Forteguerri. A Pistoia portò anche Giuseppe Chiarini e Giuseppe Gargani, che facevano parte del gruppo degli “Amici pedanti” di Firenze creatosi durante gli anni universitari.

Luogo di ritrovo di Carducci e degli amici intellettuali pistoiesi fu il salotto in Via della Madonna della poetessa Louisa Grace Bartolini, moglie dell’architetto Francesco Bartolini. Tra Louisa Grace, arrivata a Pistoia da Bristol nel 1841, e Carducci nacque una fortissima amicizia che durò nel tempo, anche dopo il trasferimento del poeta. Carducci nutrì per Louisa Grace una grande stima, tanto da dedicarle delle parole di elogio che antepose al “Levia Gravia” (1881) e scrivere su di lei uno dei bozzetti critici nella sua opera omonima.

I versi di Carducci destarono grande interesse non solo in coloro che si occupavano di letteratura ma anche nei compositori italiani e stranieri di fine ‘800. Le parole del poeta furono musicate da vari compositori, quali Filippo Marchetti, Francesco Paolo Tosti e Ruggero Leoncavallo. Fra il 1859 e il 1920 furono scritte 264 composizioni, 258 su testi del poeta, più 6 opere dedicate a Carducci.

Nel 1889 un gruppo di intellettuali guidati da Giosue Carducci fondò la Società nazionale “Dante Alighieri”. Il suo scopo principale era quello di “tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo”. Il 19 giugno 1921 la sezione pistoiese della Società commemorò la permanenza in città di Carducci attraverso una cerimonia in cui presero la parola Alessandro Chiappelli, Ferdinando Martini e Arturo Linacher, intellettuali e politici di spicco della città. L’evento è ricordato da una fotografia che ritrae i membri della Società e alcuni invitati.

La mostra è visitabile in Sala Gatteschi negli orari di apertura della Biblioteca Forteguerriana, dal 1 settembre al 30 novembre 2022.

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