Acquisti in antiquariato

Incisione di F. Alexander

 

Nel febbraio 2014 la Biblioteca Forteguerriana ha acquistato il bellissimo “Tuscan Songs” di Francesca Alexander, Boston and New York, Houghton Mifflin and Company, 1897, acquistato presso Taberna libraria di Pistoia.


Anzitutto chi era Francesca Alexander. Nata a Boston nel 1837, figlia di un ritrattista e di una ricca ereditiera, nel 1855 si trasferì a Firenze con i genitori. D’estate presero l’abitudine di andare all’Abetone e fu così che fece amicizia coi montanari del posto e in particolare con Beatrice di Pian degli Ontani che definì «una delle donne più meravigliose che ho mai conosciuto». Già in un libro precedente aveva raccolto canti di contadini, pastori, carbonai, molti cantati da Beatrice, e riportati nella versione originale e nella traduzione inglese. In esso descriveva ed illustrava con disegni sia l’ambiente naturale che quello sociale, con molte belle immagini di fiori e piante e molti vividi ritratti della gente della montagna pistoiese. Il libro fu pubblicato nel 1885 in Gran Bretagna e negli Stati Uniti per iniziativa di John Ruskin (“Roadside songs of Tuscany”, 1885).


Ma chi era Beatrice di Pian degli Ontani che tanto aveva colpito Francesca Alexander? Beatrice era nata nel 1803 al Conio, una frazione del Melo nel comune di Cutigliano (Pistoia). Rimasta orfana della madre, seguì giovanissima il padre scalpellino, condividendone la sorte di migrante stagionale in Maremma. A vent’anni sposò il pastore Matteo Bernardi, dando inizio alla sua straordinaria storia. Fu proprio nel giorno del suo matrimonio che donò a tutti la sua prima poesia improvvisata. Da quel momento il mondo intero iniziò a conoscere colei che, anno dopo anno, avrebbe conquistato i salotti letterari con la sua incredibile capacità di improvvisazione poetica. Nel 1832, nientemeno che sulla "Nuova Antologia", Niccolò Tommaseo raccontò la sua folgorazione per la "poetessa che bada alla pecore”. Alimentato dall’ammirazione di eminenti filologi e letterati, dal Giusti al d’Azeglio, dal Tigri al Barbi, dal Pascoli al Fucini il mito di Beatrice di Pian degli Ontani e dei vari cantori dell’Appennino si sarebbe poi trasferito nel più esclusivo circuito internazionale grazie all’opera di Francesca Alexander e alla mediazione di John Ruskin.


Ed ora veniamo al libro acquistato. Esso completa splendidamente il più famoso “Roadside songs of Tuscany”, già posseduto dalla Biblioteca Forteguerriana, presentando anch’esso i canti raccolti nel corso di molti anni passati vicino ai poveri contadini toscani e soprattutto quelli della montagna pistoiese trasmessi dalla “celebrated improvisatrice” Beatrice di Pian degli Ontani di cui l’Alexander ci presenta un ritratto all’inizio del volume. Prevalgono i canti religiosi legati ai vari momenti dell’anno liturgico, ma non mancano canti patriottici o canzoni che riflettono l’ingenuo sentire dei protagonisti alle prese con il sentimento dell’amore: molte le serenate, i “rispetti” ed anche una “Lettera da Angelo in Maremma alla Rosina del Melo” che ricorda il duro destino di molti uomini della montagna pistoiese, costretti ad emigrare in Maremma ed a lasciare per mesi o per anni le proprie “Rosine”.
Di ogni canto la Alexander ci presenta la versione originale e quella tradotta in lingua inglese ed almeno una incisione – della stessa autrice – che descrive splendidamente il soggetto del canto stesso.

 

Incisione di F. AlexanderFrontespizio di "Tuscan Songs"Beatrice di Pian degli Ontani